Lunedi

19 novembre 2007

 

-E perché aspettare? A che serve?

Non nel futuro che potrebbe non venire
non nel passato, che s’è dissolto
siamo noi, qui, ora, come ci siamo ritrovati,
 – con quello che sentiamo oggi –
perché potremmo non sentirlo più, potremmo cambiare,
o essere cambiati e disperderci in direzioni diverse
come gocce di pioggia contro il vetro di una finestra.
I sentimenti si sfilacciano, e le promesse non si mantengono.
Questo presente passerà, né mai sarà possibile richiamarlo.
La vita è adesso. -  Perché aspettare?

M. Mazzuco

 

 

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