7 gennaio 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io sono l’assurdo che si materializza.

Io creo mondi possibili e ci cammino dentro,

li guardo, li tocco, ci viaggio,

ed essi hanno la stessa consistenza di quelli reali.

Io sono l’improbabile che acquista un senso,

gioco con fili di parole leggeri come nuvole

che diventano abiti, su misura.

Ed essi vestono personaggi

irreali e folli, che sfilano per il mondo

inconsapevolmente portando me

sulla loro pelle.

Perché in ogni opera c’è dentro della vita.

Ogni parola è creata da un uomo

al pari di una lacrima.

Io sono il virtuale

che si attualizza

inaspettatamente.”

Anton Vanligt

 

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