F e b b r a i o 

La felicità non chiamarla, perché non risponde, non cercarla, non si fa trovare, non attenderla ,rimarresti solo. Ci sarà un giorno in cui ricorderai il suono di una voce, il profumo di una sera di novembre, il calore di una stanza o l'eco di una strada piena di traffico.Ti accorgerai allora che la felicità esiste, e c'è stata anche per te ed aveva quella voce, alitava quel profumo,nasceva nel silenzio di quella stanza era in tutte le cose che senza cercare, né attendere hai goduto in tutto il loro incanto.

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'Abbiamo troppa tendenza nella nostra cultura a pensare che essere
tristi sia una cosa negativa, che bisogna esserlo il meno possibile.
Ma vivere senza tristezza sarebbe una condanna ancora piu' pesante.
La tristezza e' un appello dall'interno, un appello intimo che chiede
all'uomo di fermarsi. Gli dice che ha appena vissuto una cosa molto
importante, e che non bisogna rimuoverla subito, non bisogna far
finta di niente.
E allora culliamola un po', stiamoci dentro, non la cacciamo via.
Perche' la tristezza ci aiuta a vedere piu' chiaro, ci permette di
ascoltare tutte le voci del nostro essere. E' un grande raccordo
con le cose che contano.
Ci permette di accettare la nostalgia per un mondo piu' umano.
Ci dice che rimpiangere e' normale, che i ricordi possono anche
far male, ma che sono importanti come i sogni.
La tristezza ci aiuta quindi a cercare con calma il modo di ripartire,
di rilanciarsi sul viale della vita. Ci permette di affrontare le nuove
difficolta' con uno sguardo piu' profondo, che va all'essenza delle
cose, che non si ferma all'apparenza.
E' importante tenere sempre un legame solido con la tristezza, che
ci accompagna come un cane fedele, che ci guida nei momenti
difficili.
E allora la tristezza ci regalera' la piu' bella delle cose: essere
finalmente capaci di godersi i momenti belli e felici in modo totale.'

da 'Elogio della dolcezza'  di C. Baker