Preghiera di un giudice.

- Fa', o Signore , che giammai io mi consideri
estraneo alle miserie umane
che sono chiamato a giudicare,
rendimi partecipe nel dolore del mio simile,
allontana da me l'alterigia del migliore.
Concedimi di accostarmi con umiltà alle terribili
 responsabilità del mio servizio,
di ritenere ogni mio giudizio,
 il più convinto e meditato, solo un tentativo
di squarciare i veli di una Verità che non ho;
 allontana da me la presunzione del sapere,
 la stolida certezza di chi si ritiene depositario
del giusto e del vero, il vacuo compiacimento
del potere;
 infondimi la consapevolezza della caducità del mio
   giudicare, della mia umana pochezza.
Serba puro il mio cuore,
onesta la mia mente, immacolata la mia coscienza;
 fa' che la tua Giustizia illumini le mie aspirazioni,
che la tua Verità sia viatico al mio operare.
E soprattutto, perdonami,

o Signore, perdonami, se oso giudicare il mio simile.

 
Si muore generalmente perché si è soli
o perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze,
 perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato
 che lo Stato non è riuscito a proteggere.

Giovanni Falcone

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