I cerchi nell'acqua

si rincorrono... si intersecano... l'uno entra nell'altro,

la pietra tirata è solo il momento propulsore,

 poi sanno che devono andare avanti da soli... dall'uno nasce l'altro...

solo insieme hanno significato... hanno vita.

Da piccoli si facevano le gare per fare i cerchi nell'acqua, si sceglievano le pietre più piatte e incantati si guardavano quei cerchi andare lontano, poi abbiamo provato a fare i grandi... non sempre ci siamo riusciti bene, però abbiamo continuato a tirare quelle pietre per fare nascere i cerchi... ci abbiamo provato quando lottavamo contro le realtà precostituite ...quando lottava mo per trovare una identità che ci era negata da chi si riteneva depositario del giusto e del vero, e quei cerchi si intersecavano... dicevano qualcosa , urlavano il nostro bisogno di esserci.

Troppe delusioni, troppe promesse non mantenute, troppi sogni non realizzati, ma se ancora troviamo la forza di tirare quelle pietre, di sentire quelle emozioni, di rincorrere con lo sguardo quei cerchi che si dissolvono lontano, allora tutto non è perduto e non avremo lottato invano.

Sarakr

 

Voglio tirare una pietra,

 ecco...vola piano ... sfiora la superficie e saltella... una... due ... tre volte... i cerchi cominciano ad apparire e rincorrersi ed in ognuno di questi cerchi vedo un volto caro...mia madre... mio padre... ma non i miei cari di oggi, vecchi..., stanchi....malati... in attesa di una inevitabile conclusione temuta e forse attesa, ma quelli di tanti anni fa giovani ... entusiasti... belli... punto di riferimento per una ragazzina troppo complessata e forse troppo sola.

Un altro cerchio... i ragazzi, i miei ragazzi...li vedo bambini....mamma guarda "la lula" e scoprivi in alto la luna... lì nel cielo in mezzo alle stelle e per una volta l'hai divisa con me questa luna felice... luna che ormai dividi con la donna che ami ed è giusto così.

In un altro cerchio vedo te, compagno di una vita, si forse hai le rughe...ma io non le vedo... forse gli anni ti hanno cambiato, ma non sempre me ne accorgo... quante battaglie insieme... quante gioie ma quanti dolori abbiamo affrontato, quanti eroismi e quante miserie... una vita... la vita di ognuno di voi che mi leggete, perchè le vite si somigliano ...sono la vita di uno ed anche la vita di tutti....

se anche voi volete tirare una pietra scrivete all'indirizzo sarakr@libero.it riporterò le vostre pietre su questa pagina e nasceranno altri cerchi, perchè come i cerchi anche le vite di ognuno si intersecano ed hanno bisogno l'una dell'altra per esistere.

sarakr

 

 

da Fulvio

4 febbraio 2007

 

Tiro anch'io una pietra nell'acqua e nei cerchi che si rincorrono vedo le lunghe serate passate pattugliando con la macchina perchè le strade devono essere sicure per i cittadini, vedo i posti di blocco e sento la paura che s'insinua dentro, quando la macchina che hai fatto fermare è sospetta... pensi: sarà armato?sparerà? Tutto bene, un banale controllo, dici al collega che è rimasto a guardarti le spalle.  Il collega, come quello che a Catania ha perso la vita,ed oggi come un cerchio nell'acqua dissolve la sua esistenza e si perde lontano come se non fosse mai esistito. Domani ci sarà un funerale, ancora un altro, ancora lo stato presenzierà, ma quando si avrà finalmente il coraggio di dire: Non ti vogliamo Stato al funerale del tuo figlio che non hai saputo difendere!

 

da Alba

6 Febbraio 07

 

da Alba

IL cerchio si apre...un ricordo MI assale... due notti con te

La prima l'abbiamo passata,come tante altre, facendo la spola tra la mia camera, la tua e il bagno; non era molto differente dalle altre perchè potessi insospettirmi di qualcosa. Io ero abbastanza calma, perchè ultimamente mi facevi ancora più tenerezza
E come al solito tutti a dire:-Devi pensare a te!!! ti distruggi !Forse... Avevano ragione!
 Perchè loro non potevano capire ... Eri la Mia Mamma.

Ma io non potevo non soffrire,vedendo che la tua vita non aveva  più scopo, se non quello di far scorrere le ore.
Dentro il mio cuore  c'era un coltello, che a intervalli faceva mezzo giro e faceva sanguinare la ferita.

Non guardarmi piangere mi fa bene, e te lo devo,
Stanotte con te ho ripercorso il film della mia vita.
Quanti errori ho fatto!!! Non si contano.
Quello più grosso è stato addossare a te la colpa di non avermi infuso sicurezza, speranza
Mamma! Dovevi morire perchè capissi!

 

 

 
un  cerchio...due cerchi...mille cerchi...

mille bollicine di champagne saltano da un cerchio all'altro, risate di ragazzi, musica, si mescolano al dolce tonfo della pietra sull'acqua...

Una serata di tanti anni fa: sei tu la miss Simpatia di quest'anno goliardico,

ti hanno voluto a forza, avevi detto di no all'invito di aprire le danze con il Rettore...il tuo ragazzo non aveva voluto, avevi detto di no a chi diceva che voleva votarti per essere eletta Miss Goliardia... anche quello il tuo ragazzo non voleva e tu non volevi scontentarlo, anche se quel pizzico di civetteria che c'è in ogni donna ti urlava:  dici di sì!!

E poi, all'improvviso il tuo nome al microfono " miss Simpatia" ...qualcuno ti spinge verso il palco, ti mettono nelle mani una coppa, non sai se ridere o piangere... stringi al petto la coppa, sei felice... basta poco ad una  giovane donna per essere felice... in un momento tutti i complessi dimenticati, cancellati, distrutti, sei la prima... la migliore..

ma no ... non si è arrabbiato... ride anche lui, sembra contento, ti versa lo champagne nella coppa, brindate insieme...

Domani sarà un giorno come un altro, domani si torna a studiare, domani sarai una diciottenne qualunque, ma stasera anche se non lo sai, hai conservato nel cassetto dei ricordi, uno dei momenti più belli della tua vita.

Sarakr

 

da Angela

 

11 Febbraio 07

 

 

 

“Rendici cultori delle calde utopie dalle cui feritoie sanguina la speranza del mondo”

Don Tonino Bello.

Una frase dal pensiero ingombrante, uno di quelli che ti restano appiccicati, ne avvertivo il disagio mentre entravo in chiesa. Strideva l’accostamento: l’utopia, pensavo, scredita la speranza e la svilisce ad illusione.

Con prudenza camminai sulla punta dei piedi - una devozione istintiva che temevo smarrita – ma raggiunsi veloce la sagrestia. Sulla porta che reca all’altare sostava un’anziana donna, un po’ tarchiata, un po’ goffa, i capelli erano un tralcio di nuvola, con lo sguardo basso sgranava un rosario. Il volto, a tratti solcato, tradiva la pelle soda di chi ha conosciuto solo il lato ruspante di questa vita, e ha sorriso, magari anche di sé, ai vani tentativi di mistificarla. I polpastrelli erano taccati di nero: a furia di nettare verdura, la clorofilla diventa indelebile. Le palpebre erano trasparenze, veli che ancora serravano. Sollevò gli occhi, mi guardò, mi si riversò addosso tutto un vissuto. Da quelle fessure si affacciò un’anima di docilità e tenacia.  Era suo il segreto di saper convivere tra due poli, dove il dolore e la gioia, il bene e il male, il bello e il brutto hanno pari dignità e, soprattutto, pari diritto a coesistere, come facce di una stessa medaglia.

Quella donna in me si levò ad icona. Fu la mia chiave di lettura.  Mi parve che l’utopia, segnata in quella donna da tradizioni, vissuti difficili, un'educazione modulata più al bisogno che a fini pedagogici -  l'anziana aveva di certo visto una delle due guerre ! - avesse contribuito a riscaldare la sua umanità. E l’utopia iniziale, depurata da ogni illusione, la gratificava da sempre del possibile, di quella speranza che assurge lenta a convinzione, quasi un progetto di vita: comunque vadano le cose ci sarà sempre del bene da raccogliere.

…Era quella una delle feritoie da cui sanguina la speranza del mondo ?

 

 

da Francy

11 Febbraio 2007

 

una scelta di vita sbagliata ,che per me ormai da tempo è diventata una vera prigione,

un solo cerchio nello stagno ,

man mano che trascorre il mio tempo mi si stringe intorno sempre più stretto quasi ad odiare tutto ciò che mi circonda e in particolare quello che ogni giorno il Signore mi regala. Non basta solo uno sguardo o una carezza sul viso bagnato dalle lacrime della consapevolezza che l'avanzar dei giorni spengono sempre di più quel poco di luce che vive in me. E’ la consapevolezza dell'essere impotente e della più assoluta solitudine che mi circonda, vorrei anche io giocare con altri sassi nello stagno per poter godere del bellissimo e suggestivo spettacolo del susseguirsi e formarsi dei cerchi , ma qualcosa inconsciamente mi trattiene

 è la paura di dover nuovamente sbagliare...

 

 

 

da Daniela

13 febbraio 2007

 
 
 
 cerchi nell'acqua si rincorrono,  si intersecano.....

 La mia vita è come i cerchi, ho rincorso l'amore fino a lasciare la mia città, i miei affetti veri, gli amici.

Per anni mi sono detta :"domani me ne vado, torno indietro" .

Non l'ho fatto, sono ancora qui dopo 30 anni, innamorata di mio marito, dei miei figli, dei nipoti...

...ma sorrido divertita a quei cerchi nell'acqua che si rincorrono, come si rincorrono i miei pensieri, mentre io sono ben piantata con i piedi in terra attaccata alle mie certezze.

In queste mie certezze c'è l'amicizia che mi lega a Sarakr anche perchè molti nostri cerchi nell'acqua si sono intersecati ,nella felicità e nella tristezza.

e sarà sempre così.

 

 

da Giampiero

18 febbraio 2007

 
 
... pieno di immagini riflesse nei cerchi dell'acqua, mi permetto di utilizzare le parole di un altro, di un poeta,Costantinos Kavafis.

 A mia giustificazione dico che, in fin dei conti, la poesia è tale proprio nel momento in cui permette ad altri di riconoscersi in quelle parole e nelle emozioni che trasmette.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

 

 

da Michele

 
arriva da lontano,
da molto lontano ...un cerchio si allarga tremolante
supera lo spazio del conoscibile e del conosciuto
sei qui...l'assenza si riempie di ricordo...
e tu che dici:

Ho incontrato  Andromeda

Non chiedetemi dove e quando.

L’ho incontrata,  questo è certo.

Andromeda non è una persona fisica

Lei non esiste nella realtà

È nella mente di noi sognatori

È un desiderio, un’utopia

Se vuoi incontrarla

Compra un libro di poesia

La troverai tra le parole più dolci

O dove si parla di amore

Io l’ho incontrata

Ma per parlare con lei

Mi sono dovuto arrampicare

Su una stella

 

 

da Franco

 
un cerchio si schiude, affiorano i ricordi, ed è poesia...

Uno dopo l’altro,

sono scappati via,

come bambini infelici,

questi miei anni,

rubando sogni

alle speranze deluse.

Tra le ortiche

della solitudine,

 si spengono le luci

del mio giardino.

Aspetto  il sole

del mattino,

Per correre,

 con lo sguardo,

verso il mare,

 come un gabbiano

con le ali aperte

e senza voce

per cantare.

                                                                                Franco Pastore

                                                                            

ancora un altro cerchio in questo pomeriggio in cui anche il sole è triste, ancora un ricordo, rumore di lamiere, gente che corre e che accorre ed io...

Morivo

io da sola

morivo

sull'asfalto bagnato

tra gli ulivi distratti

e la gente confusa

 

               Morivo

                 io da sola

                  morivo

                      una lacrima sola  

                   e lo strazio infinito

                     di non più rivederti

rivedere chi?? mio marito, i miei figli, i miei cari o forse soltanto te sconosciuta

che a volte hai  attraversato la mia strada, portando fardelli di offese,

cesti di dolore, valigie di risa, brocche di lacrime, sapore di baci, momenti d'amore,

e forse sei tu quella che chiamano "vita"

sarakr

 

 

da Anto

10 giugno 07

 

 ho....letto i tuoi sogni.
le pietre che, ancora, lanci nell'acqua di tutti i giorni.
Io ..."avrei dovuto non ascoltarlo" , "non bisogna mai ascoltare i fiori.

Basta guardarli e respirarli"
Io volevo averlo tutto per me.
Sono stata sciocca.
 

 

 

da Sebastiano

10 Luglio 2007

 

 

Questa pietra vorrebbe procurare molti cerchi di pace, concordia, disponibilità e tolleranza tra gli uomini.

Se due esseri viventi, due animali, per antonomasia antagonisti come il cane ed il gatto, riescono ad amarsi,

 perché gli uomini, che possiedono la ragione, non possono fare altrettanto e giungere alla pace?

È indiscutibile la foto, come è indiscutibile che l’allattamento materno è segno di amore verso i propri figli,

 ma come possiamo definire l’allattamento di un gattino da parte di una cagna?

Questa foto, scattata con un cellulare nel nostro territorio,

se per un verso, riesce a trasmettermi uno stato d’animo di assoluta serenità, dall’altro mi porta inquietudine,

 per come sia possibile che animali contrapposti da sempre convivano pacificamente,

 mentre l’uomo, con la sua intelligenza e conseguenti comportamenti,non riesca ad avvicinare,

fino ad amalgamarle, magari cancellandole,due parole chiave contrarie, quali amore e odio,

trasformandole in una unica parola che non abbia un contrario.

Che ne dite di troncarle e ricongiungerle in amo Dio ?

Sarebbe fantastico se bastasse lavorare sulle parole per ottenere un mondo migliore!!!

 

 

da Nauraf

6 Novembre 2007

 
 
Io le pietre non le ho mai sapute tirare  bene,
ma una ogni tanto andava più lontano delle altre,
non rimaneva vicino la riva con un largo e grosso  ploof !!!
Se una ogni mille ti riesce bene è già una grande vittoria,
un'immensa soddisfazione, una gioia indescrivibile che ti riempie il cuore.
La routine dorata, platinata, non ti dà mai grosse emozioni.
L'emozione, la gioia piena e gratificante ,
sono figlie dell'attimo che non avevi mai vissuto prima e che mai più rivivrai uguale.
 

 

9 dicembre  2007

 

 

Cerchi nell'acqua, ricordi,a volte rimpianti, 

...tanta dolcezza...
restituitemi il Natale o cerchi della mia vita,
quel Natale contestato negli anni giovanili

si quello, quello banale, ripetitivo, scontato,

quel Natale pieno di piccole cose, importanti proprio perché piccole,
 quel Natale sopportato, deriso, dimenticato,

quel natale di sapori speciali nel suo pranzo importante,

quel Natale con le luci accese nei cuori e non solo nelle vetrine ingannatrici
restituitemi quel Natale preparato, sofferto , atteso
con i suoi presepi e le sue zampogne
con le sue promesse mai mantenute: "diventerò più buona, ne sono sicura"

quel Natale preludio alla fine di un anno bello

e alla speranza di uno migliore,

quel Natale della mia gioventù.

sarakr

 

 

da GAI

25 aprile

 di un anno

che fu....

Perchè non ho attentamente seguito la traiettoria di quella fantastica pietra?

E' triste osservarne gli ultimi cerchi quando essa già si inabissa verso l'ignoto...

 

 

 

29 settembre 2008

Ma ci credi davvero, Saria, che il cielo sia la la nostra sfera del dopo,

che le stelline siano le persone che abbiamo amate che ci sorridono,

ed a volte ammiccano da lassù?

Si, ci credo Michele,

e quando la sera, alzo gli occhi al cielo,

e le vedo ...brillare...sorridere ..confortarmi...

so che la vita continua, che l'amore rimane, che l'amicizia non muore.

Tu sorridevi, mi prendevi in giro, un giorno mi hai fatto anche una vignetta:

"Saria grassoccia che guarda le stelle"

Ma ora lo sai Michele che era vero,

sai che quando guardo quella stella tremolante a sinistra...

molto a sinistra ......

la nostra amicizia continua, si perpetua nell'immensità del vero,

 nel persempre, nella dolcezza infinita di questo umano cielo.

Saria

 

 

da Gianni

Marzo 2009

Guarda che bella !!

Da grande sarò come quella.

Perché dubiti, amore mio?

Lo sai che brillerò come una stella !

Stella stellina che brilli nel cielo,

Fa che non scenda mai sui miei occhi un velo,

Fa che una lacrima non bagni il mio viso;

Quello a cui la tua luce ha donato un sorriso.

Correvi così, felice tra il salice e l'ontano

Seguendo, dell'astro, il suo lampo lontano.

Sirio, Antares o Vega,

Tra tutte una sola al cuore ti lega.

Ma il tempo, si sa',

Come la nuvola nera nel cielo va.

Ti trovi ora sola negli anni,

Davanti ad un pozzo, coi tuoi affanni.

I tuoi occhi velati per una stella perduta,

Tu sei piccola e non sai che è solo caduta.

Vieni in braccio da me

Andiamo insieme al bordo del pozzo

Per vedere lontano nel fondo

Che di fianco alla stella…ora brilla il tuo volto.

 
da Saria

31 maggio 2010

 A Dionigi

Giorno per giorno

tu sempre uguale

per me sei stato

un amico speciale.

 

Mai avrei voluto

per te vedere

fiori, santini

lacrime, preghiere

 

per te volevo

risa e canzoni

feste ed amici

pranzi, emozioni,

 

battaglie vinte,

bandiere rosse,

ed in politica

le giuste mosse.

 

Vicino a tutti

sei sempre stato,

il ricco e il povero

hai tu aiutato.

 

Mi manchi, amico,

ma ti sento vicino

sempre presente

 nel mio cammino

 

perché è vero

che quando si muore,

se molto si è dato,

si vive nel cuore.

 

Passato il momento

della grande emozione,

oggi ho capito

la vera ragione:

 

Dio ha permesso

così tanto male

perché Lui aveva bisogno

di un Amico Speciale.

 

da  Saria

 

31 ottobre 2010

 

 

 

alla mia  mamma

 

Non ci sei più

su quella sedia

davanti a quella

Madonna indifferente

sei ormai lontana

e fuori dalle cose umane

ma noi siamo

il tuo sangue e la tua carne

siamo quello che resta di te

siamo l 'amore che ci hai dato

e che ti abbiamo dato

siamo la tua continuazione

siamo la vita che sorride e freme

perché nulla finisce, ma

tutto ritorna, siamo

 le lacrime che versiamo

siamo il dolore della tua assenza

siamo la disperazione della mancanza...

quanto hai pregato

per i vivi e per i morti

e dicevi che quella

Madonna ti ascoltava

e continuavi a pregare

fino all'ultimo giorno...

.....ma perché non piange

quella Madonna....

 

 

da Saria

11 gennaio 2011

 

 

 

"U  sacciu, figghia mia. ma non cià fazzu cchiù"

 

così hai risposto a me che ti dicevo:

papà , io e Roberto, ti vogliamo tanto bene

quasi che volessi scusarti del tuo desiderio di andartene

e sono state le ultime parole che mi hai detto

consapevolezza di un amore infinito.

Grazie per queste parole, papà, grazie per essere esistito

e per essere stato "il mio papà".

Grazie per avere creduto in me,

 per avermi amato così tanto

che mai nessuno al mondo potrà amarmi di più.

Grazie per i ricordi dolcissimi,

per i momenti di tenerezza,

per l'apprezzamento che mi hai sempre dimostrato,

fino all'ultimo dicendomi

"figghia mia, gioia mia",

e tu sei qui papà

nei tratti in cui ti somiglio,

nel profilo della mia mano

nella dolcezza e semplicità

 che ci hanno sempre riconosciuto

in questi giorni risento sempre  le parole

di quella canzone di Vecchioni

che anni fa ti feci ascoltare:

"...scommetto che ti giochi

 il cielo a dadi anche con Dio

e accetterà lo giuro

perchè in cielo dove sta

 se non ti rassomiglia che ci fa!"

 

da Saria

1 marzo 2012

scommetto che ti giochi
il cielo a dadi anche con Dio
e accetterà lo giuro
perchè in cielo, dove sta,
se non ti rassomiglia che ci fa?





Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_roberto_vecchioni_1792/testo_canzone_luomo_che_si_gioca_il_cielo_a_dadi_51587.html
Tutto su Roberto Vecchioni: http://www.musictory.it/musica/Roberto+Vecchioni
 
scommetto che ti giochi
il cielo a dadi anche con Dio
e accetterà lo giuro
perchè in cielo, dove sta,
se non ti rassomiglia che ci fa?





Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_roberto_vecchioni_1792/testo_canzone_luomo_che_si_gioca_il_cielo_a_dadi_51587.html
Tutto su Roberto Vecchioni: http://www.musictory.it/musica/Roberto+Vecchioni
 
scommetto che ti giochi
il cielo a dadi anche con Dio
e accetterà lo giuro
perchè in cielo, dove sta,
se non ti rassomiglia che ci fa?





Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_roberto_vecchioni_1792/testo_canzone_luomo_che_si_gioca_il_cielo_a_dadi_51587.html
Tutto su Roberto Vecchioni: http://www.musictory.it/musica/Roberto+Vecchioni
 
scommetto che ti giochi
il cielo a dadi anche con Dio
e accetterà lo giuro
perchè in cielo, dove sta,
se non ti rassomiglia che ci fa?



Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_roberto_vecchioni_1792/testo_canzone_luomo_che_si_gioca_il_cielo_a_dadi_51587.html
Tutto su Roberto Vecchioni: http://www.musictory.it/musica/Roberto+Vecchioni
 
scommetto che ti giochi
il cielo a dadi anche con Dio
e accetterà lo giuro
perchè in cielo, dove sta,
se non ti rassomiglia che ci fa?



Altri testi su: http://www.angolotesti.it/R/testi_canzoni_roberto_vecchioni_1792/testo_canzone_luomo_che_si_gioca_il_cielo_a_dadi_51587.html
Tutto su Roberto Vecchioni: http://www.musictory.it/musica/Roberto+Vecchioni
 

Ecco, sei lì ….ti vedo

con quel cappottino di renna verde che ti sta tanto bene,

scendi dal treno e ti avvii…

è il 29 novembre del 76,

il tuo primo giorno di lavoro.

Certo la strada è lunga ed il Tribunale non è vicino,

tutte quelle parole che hanno accompagnato i tuoi anni sessantottini

ti cantano nel cuore:

lavoro, indipendenza, realizzazione….

….parole….

E poi il tuo ufficio, il telefono, la scrivania, il tuo piccolo mondo,

sei arrivata in una città che non era la tua,

non avevi un passato, né amici, né ricordi

hai costruito tutto partendo da lì...il Tribunale…

Ora porti via le ultime piccole cose che ti appartengono,

forse le conserverai o forse no,

non puoi portare via tutti gli anni della tua giovinezza,

quelli ormai li hai lasciati lì.

Te ne vai in armonia con tutti

e tutti fanno a gara per manifestarti il loro affetto ,

la loro simpatia ed anche il dispiacere per la tua mancanza.

Ma è solo l'emozione del momento,

fra qualche giorno tutto sarà dimenticato

diventerai soltanto qualcuno che avranno conosciuto

e che magari non ricordano neanche molto bene.

E' passato anche questo, come passa la vita,

come vanno via gli affetti, come tutto finisce.

E bisogna metabolizzare tutto, riorganizzarsi,

ricostruirsi e ricostruire una nuova quotidianità,

una nuova fase della vita.

Coraggio Saria, ce la farai ancora una volta!!

da Saria , Maria Grazia, Eliana, Gai, AnnaPaola

14 dicembre 2013

 

 

Un cerchio nell’acqua, un cerchio che brilla, un cerchio felice….

Sono qui, sono arrivati...

gli amici d’infanzia, gli amici di sempre…

Ci rivediamo dopo 40 anni ed il miracolo avviene,

non ci sono più rughe, capelli grigi, chili di troppo,

ma solo il piacere di abbracciarci, sbaciucchiarci,

toccarci, per essere sicuri che non è un sogno,

che siamo proprio noi, i piccoli del Rione San Licandro di Messina.

Ed i nostri genitori sono qui anche loro,

 loro che sono stati amici per sempre,

loro che ci hanno regalato un’infanzia felice e

ci hanno insegnato il valore dell’amicizia,

 quella vera, quella che non muore,

che continua e vince anche la morte.

E noi oggi , con la nostra gioia, testimoniamo che questo è vero.