Il Pescatore
 
Il suo nome era Michele,
ma lo chiamavano “il Pescatore”.
Seduto davanti alla sua finestra, guardava il mare.
E vedeva lontano.
Si accomodi – disse – porgendomi la mano sinistra.
E mi sorrise.
Aveva circa 70 anni, il viso scavato dal sole, gli occhi di un celeste intenso
e rughe profonde che lo rendevano bello.
“Mi dica quando vuole pesce fresco, perché io  - sa – sono un buon pescatore,
lo sanno tutti, mi avverta la sera prima ed io provvedo”.
E così quasi ogni pomeriggio passavo da Michele,
trovavo il pesce fresco,
trovavo il suo sorriso a volte sornione
ed una pillola di saggezza che accompagnava  la sua età e la sua esperienza .
Michele era sempre lì dietro la sua finestra,
guardiano del mare, di quel mare traditore
che dieci anni prima aveva distrutto la banchina,
 le strade, le speranze.
Michele ed il mare erano una cosa sola,
 perché il mare era tutto dentro i suoi occhi.
Merluzzi, tonnetti, gamberi, calamaretti
e tutti con quell’odore intenso di mare,
che ti resta nelle narici e nel cuore, e che porti con te
ovunque vai, insieme alle radici, ai ricordi, alla memoria.
Due anni dopo,quando andai a salutarlo,
perché mi avevano trasferito,
Michele mi porse la mano destra.
Gli mancavano tre dita.
Da dieci anni – mi disse- non salgo su una barca.
E sorrise con aria furba.
Ho comprato ogni giorno il pesce per te.
A suo modo,
Michele pescava.
Sarakr

indietro