La signora Prunestì

 

Bella … di quella bellezza che hanno solo le persone comuni ….

piccola di statura … olivastra … i corti capelli bianchi spruzzati di grigio

incorniciavano un  viso pieno di rughe reso giovanissimo da due ridenti occhi celesti …

“Io non vado via da qui, se tu non vieni con me …”

… e ridevi …  sig. Prunestì…

avevi già fatto i tuoi patti con il destino.

Ti ho dimenticata per tanto tempo sig Prunestì,

così come si vogliono dimenticare i pensieri molesti,

o i periodi di sofferenza e di dolore.

Ogni giorno venivano con una siringa,

 la infilavano nelle tue spalle

e tu continuavi a sorridere, anche se il tuo viso tradiva

il dolore che provavi.

Finita quella tortura, ti avvicinavi al mio letto,

 prendevi la mia mano

“io non vado via da qui, se tu non vieni con me”

Lo ripetesti all’infermiere, al medico ….  al primario,

che volevano farti uscire dall’UTI,

non avevi più motivo di starci, ancora una volta avevi sconfitto il male …

per quanto sig. Prunestì?  “Fino alla prossima volta” dicevi ….

La tua mano sui miei capelli … su  mangia …

“io non vado via , se tu non vieni con me …”

I primi passi appoggiata a te ….

“Io non vado via , se tu non vieni con me ….”

La vita che a poco a poco tornava ….

“Io non vado via , se tu non vieni con me …”

Ti portarono via di notte, quasi di nascosto …

mi dissero che ti avevano trasferita in un altro reparto e che presto

avrebbero trasferito anche me …

dissero che mi salutavi e che mi facevi tanti auguri ….

ho voluto crederci sig. Prunestì … è stato più facile salutarci senza addii …

è stato più facile dimenticarti …

non ho mai più chiesto di te …a volte però …

nei momenti più impensati …risento …

…Io non vado via, se tu non vieni con me...

Sarakr