6 aprile 2020


 

 

 

 

 

 

C'erano una volta tre sorelle…….

 

C'erano una volta tre sorelle.

Appena diventarono adulte,

 ognuna decise di cercare a modo suo la verità e il senso della vita;

la prima sorella disse: «Mi occuperò dei malati e dei poveri.

 Ce ne sono così tanti, per le strade della città.

 Li guarirò e mi prenderò cura di loro».

La seconda sorella disse: «Ovunque io guardi vedo persone in conflitto,

gente che si combatte, popoli in guerra.

 Andrò a riconciliarli. Parlerò loro, e porterò loro la pace».

La terza sorella disse: «Io resterò a casa».

Passarono alcuni anni, e le prime due sorelle fecero ritorno.

La prima sospirò e disse: «Non c'è speranza!

Il fatto è che i malati sono troppi, troppi sono i poveri ed i senza tetto.

 Non ce la faccio!»

La seconda sorella gemette e disse: «È impossibile metterli d'accordo.

 Non ne posso più».

Entrambe si accasciarono sulle poltrone,

 e rimasero lì, spossate, a guardarsi l'un l'altra con la disperazione negli occhi.

 In un primo momento la terza sorella non disse nulla,

 poi riempì pian piano una scodella con dell'acqua fangosa:

«Guardate qua dentro - disse - Guardate».

Le due sorelle guardarono ma non videro nulla, a parte l'acqua fangosa.

«Datele il tempo di depositarsi - disse la terza sorella - Aspettate» .

Dopo un po' guardarono di nuovo:

 ora l'acqua era limpida,

 e potevano vedere le loro immagini riflesse chiaramente,

come in uno specchio.

 La terza sorella disse loro:

«Quando l'acqua è agitata è fangosa, e non si vede niente.

Ma quando è molto quieta diventa trasparente.

 La stessa cosa avviene per gli esseri umani:

ci vediamo chiaro sono quando siamo quieti, molto quieti.

Solo quando siamo quieti e possiamo vedere noi stessi

riusciamo anche a vedere ciò che dovremmo fare,

 e dove dovremmo andare.

 Solo nella quiete possiamo trovare speranza e fiducia nel futuro,

 nei nostri stessi talenti,

 nelle nostre abilità e nella nostra creatività.

 Soltanto allora possiamo dedicarci con tutto il cuore

e con amore alla cura per gli altri;

perché allora soltanto non ci importerà più di eventuali ricompense

 o del frutto delle nostre azioni.

Allora soltanto potremo davvero agire dal cuore».

 Tratto da “Jennifer Day, I bambini prendono tutto alla lettera!” Edizioni Amrita

 

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